Cambia prospettiva e niente sarà più come prima, neppure tu!

Coaching di Diritto Collaborativo

Si tratta di uno strumento per risolvere le controversie che potrebbero finire in Tribunale o per negoziare una transazione e chiudere velocemente un giudizio già iniziato. E oggi anche di regolare i rapporti patrimoniali conviventi di fatto, che attraverso questo strumento stabiliscono alcune regole patrimoniali anche nel caso di cessazione della convivenza stessa.
Si tratta di fare un uso strategico del Diritto restituendo all’autonomia delle parti la capacità di regolare i propri rapporti uscendo così dalla logica conflittuale del processo.

La legge n. 162 del 2014 ha introdotto la negoziazione assistita sul modello francese. Lo scopo è quello di raggiungere accordi condivisi con piena e reciproca soddisfazione, lasciando il ricorso al giudice come ultima spiaggia. La negoziazione può avvenire con l’assistenza legale o grazie ad un Coach Collaborativo che possibilmente abbia anche competenze giuridiche. La Dr.ssa Tiziana Colozza è stata avvocato del Foro di Roma per ca 20 anni ed è membro dell’Istituto Italiano di Diritto Collaborativo. Ove necessario viene interessato un team di professionisti collaborativi (psicologi, avvocati, notai, commercialisti).
Il Coaching Collaborativo non riguarda soltanto le separazioni e i divorzi ma anche le divisioni ereditarie, il condominio e tutte le materie commerciali. Precede la mediazione, ove obbligatoria, e la facilita in quanto le parti hanno già trovato un accordo. D’altra parte sappiamo bene che la maggior parte delle mediazioni falliscono traducendosi così in un percorso obbligatorio per adire le vie giudiziarie.
Dunque, prima di iniziare un giudizio o intraprendere una convivenza di fatto è utile rivolgersi ad un Coach di Diritto Collaborativo.

I vantaggi

Prima di tutto liberarsi del costo, delle lungaggini e delle inevitabili frustrazioni di un giudizio.
Il percorso collaborativo aiuterà le parti a uscire dalla logica conflittuale determinata da pregiudizi e preconcetti. In questo tipo di negoziazioni non bastano le normali competenze di un avvocato che è stato educato alla controversia, ci vogliono specifiche competenze negoziali che tengano conto delle persone e del loro vissuto, non solo di questioni giuridiche. Lo stesso padre del Diritto Collaborativo, l’avvocato americano Stu Webb dice “nella mia esperienza le due competenze non si trovano nel medesimo pacchetto, pertanto ho dichiarato unilateralmente di non aver intenzione di prendere parte a processi giudiziali per il futuro”.
Trovare una soluzione negoziata, oltre a liberarci dalle lungaggini e dai costi della giustizia, ci restituisce alla nostra umanità e alle nostre relazioni, siano esse familiari, di vicinato o commerciali. Definire una questione per via giudiziale spesso perpetua la conflittualità tra le parti.
Inoltre, nell’ambito collaborativo le parti sono protagoniste dell’accordo raggiunto e non semplici destinatarie di una sentenza. In questo modo si garantisce la qualità dei risultati a lungo termine. D’altra parte la saggezza popolare dice che una causa è un conclave dove si entra papa e si esce cardinale!
Altro importantissimo vantaggio è dato dall’impegno alla riservatezza che non riguarda solo il consulente (segreto professionale sancito dall’art. 200 cpp) bensì anche le parti che sono chiamate a “cooperare in buona fede e lealtà”. Inoltre, la riservatezza è garantita dalla stessa L. 162/2014 che vieta che il processo di negoziazione (documenti etc) possa essere utilizzato nell’eventuale giudizio instaurato nel caso la negoziazione fallisca.

Modalità del Coaching Collaborativo

Il Coach Collaborativo interviene su richiesta di un avvocato che non riesce a mettere d’accordo le parti oppure direttamente da chi vuole valutare la possibilità di un percorso alternativo a quello giudiziale, oppure voglia intraprendere una convivenza di fatto, o regolare i rapporti patrimoniali tra conviventi, o addivenire bonariamente ad una divisione ereditaria, etc.

Inizialmente le parti vengono sentite separatamente per individuare gli effettivi interessi di ciascuno e solo successivamente si procederà alla negoziazione vera e propria.
La negoziazione si svolgerà con la tecnica del Problem Solving Strategico, uno strumento collaudato e messo a punto dal Prof. Giorgio Nardone.

I tempi saranno concordati e i costi saranno in base al tipo di negoziazione ( divorzi, commerciali, condominiali, divisioni ereditarie, contratti di convivenza, etc). Ovviamente si terrà conto della capacità economica delle persone e/o aziende coinvolte. Si può anche concordare un pacchetto in modo che fin dall’inizio il costo sia chiaro e determinato. Anche in questo caso la prima sessione sarà gratuita.