Cambia prospettiva e niente sarà più come prima, neppure tu!

La Comunicazione Strategica per i professionisti della salute

Un corso che offre ai professionisti della salute l’effettivo apprendimento di specifiche abilità comunicative nella relazione medico-paziente. L’evoluzione dell’ambito tecnico e farmacologico ha portato all’impoverimento della dimensione umana e relazionale nel rapporto di cura, in cui il malato non è visto nella sua unità bensì parcellizzato. Si finisce per curare la malattia e non la persona. Il problema è stato evidenziato dal movimento delle Medical Humanities ed oggi ha raggiunto livelli di allarme.Il focus sarà rivolto a correggere gli errori più comuni e a recuperare la compliance. Una relazione che guarisce (Carl Rogers) gratifica anche il professionista. Attraverso la comunicazione si potrà riscoprire l’unità corpo-mente incidendo così anche a livello biochimico.

L‘OMS ritiene che migliorare la compliance dei pazienti può avere un effetto perfino superiore ai trattamenti medici specifici. Inoltre, oggi, il paziente vuole essere protagonista del processo terapeutico. La medicina scientifica attribuisce al medico l’80% della decisione, caricandolo di una responsabilità che in realtà non può che essere della persona. Ognuno ha il proprio concetto di benessere, dettato dalla cultura, da situazioni familiari e sociali oltre che dal proprio vissuto.

Dal consenso informato come puro atto burocratico che riduce il paziente a oggetto del trattamento a una relazione che educhi il paziente sulle diverse scelte terapeutiche, i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna, ottenga la compliance del paziente e lo renda partecipe-decisore del processo di guarigione.

D’altra parte se il malato non avesse una intrinseca capacità di auto-guarigione nessun trattamento sarebbe realmente efficace. Come ampiamente dimostrato nelle patologie cardiologiche oltre che psichiche, ci sono persone che non vogliono realmente guarire.

Infine, la comunicazione efficace a favore del medico stesso. I dati ufficiali parlano del 25-60% di professionisti della salute sofferenti di burnout a causa del troppo lavoro oltre che della scarsa soddisfazione lavorativa e relazionale. Tanto che molte denunce sono motivate proprio da una comunicazione disfunzionale tra medico e paziente. L’errore medico a volte viene preso con fatalismo, lo stesso non accade con la insufficiente o inappropriata comunicazione, per non parlare della scarsa empatia soprattutto verso donne, bambini e anziani.

Quindi il corso è orientato ai principi dell’etica biomedica moderna che comprendono: il diritto di autodeterminazione del paziente; l’agire nell’interesse del paziente, del suo benessere generale e della società (il non-nuocere, la giusta distribuzione tra costi e benefici). Principi che si basano su una comunicazione funzionale che soddisfi le esigenze di entrambi, medico e paziente, per costruire terapie umane, funzionali ed efficaci da una parte e, dall’altra, restituiscano al professionista della salute il ruolo e il rispetto che ha avuto per quasi due millenni.

Il corso sarà interattivo con un taglio pratico ed esercitazioni, simulate e role plying in modo da garantire l’effettivo apprendimento della comunicazione strategica. Non si tratta di semplici lezioni frontali che rimandano l’applicazione a un momento successivo. Saper fare e non semplicemente sapere è un pilastro del modello strategico ideato e messo a punto dal Prof. Giorgio Nardone.

 

Il corso è rivolto a tutti i professionisti della salute medici, chirurghi, fisioterapisti, osteopati, dentisti, dietologi, naturopati etc e a tutti coloro che hanno contatti diretti con il paziente e/o i suoi familiari.

 

Temi affrontati:

 

L’identità e il ruolo del professionista della salute inteso come colui che accompagna durante una “crisi biografica”, la malattia. Uscire dall’archetipo causa-effetto. Le cause sono sempre molteplici e spesso non organiche. Essere consapevoli del ruolo leader del medico a livello sociale. Costruiamo un nuovo paradigma.

Una visita strategica. Anamnesi come narrazione del vissuto per conoscere il paziente nella sua interezza, cultura, progetti, ambizioni, relazioni, gioie e pene, etc. Esame obiettivo come atto medico che cura.

La gestione del tempo. Un’anamnesi ben fatta aiuta a risparmiare tempo in futuro.

I principali errori commessi nella relazione medico-paziente: ascolto superficiale e frettoloso, scarsa sensibilità alla persona, invasività, evitamento della sofferenza, errori verbali, linguaggio impersonale, atteggiamento impositivo, etc. Il dott. House come incarnazione di un medico che “cura” macchine e non esseri umani.

Essere consapevoli del proprio personale bagaglio emotivo per plasmare una comunicazione efficace. Creare ancoraggi. Evitare la posizione one-up, il vero esperto della malattia-sofferenza e del proprio benessere è il paziente, il professionista è esperto delle terapie e insegna come ritrovare la salute (Viktor von Weisaecker considerato il padre della medicina antropologica e della psicosomatica).

L’importanza del rituale terapeutico (effetto placebo/nocebo; la stretta relazione mente-corpo). Costruire qualsiasi atto medico come terapia a sé stante, prima e oltre il trattamento specifico.

Avere e trasmettere la saggezza medica.Come ottenere la fattiva collaborazione del paziente. Compliance. Trovare insieme al paziente una cura personalizzata. Le alleanze multiple medico-paziente e familiari.

Come gestire le resistenze. Dalla semplice spiegazione tecnico-scientifica alla comunicazione strategica e persuasiva.

Uno sguardo olistico per incidere efficacemente sugli stili di vita. Smettere di fumare. Regime alimentare. Attività fisica.

La condivisione delle informazioni. Creare l’accordo sulla strategia terapeutica. La prescrizione ingiuntiva. Il medico è il dottore per eccellenza in molte lingue, il termine viene dal latino docere, insegnare, dunque, e non semplicemente informare.

Comunicare esiti diagnostici di una certa gravità. Un atteggiamento empatico per ricostruire l’unità parcellizzata attraverso gli esami (visione olistica) facendo appello alle risorse umane della persona.

Casistica di comunicazione: le emergenze, la struttura sanitaria, l’errore medico, donne, bambini e anziani. Casi portati dai partecipanti.

Il medico di famiglia, ovvero lo specialista degli specialisti: prevenzione, ipocondria, gestire il dolore e la sofferenza, la sala d’attesa, individuare problemi psicologici distinguendoli da patologie fisiche.

La comunicazione strategica a favore dell’operatore sanitario. Prevenire il burnout. Interconnettersi con altri professionisti. Costruire pratiche di gruppo tra professionisti della salute per l’autocritica e l’autoanalisi condividendo soluzioni.

La comunicazione efficace in ambito ospedaliero e nella libera professione, sempre costruendo una relazione strategica in modo da avere un paziente realmente informato, compreso e, dunque, soddisfatto e dall’altra un medico gratificato dalla buona relazione in sé oltre che dall’efficacia dell’intervento terapeutico e la gratitudine di un cliente soddisfatto.

Modalità di svolgimento: le lezioni frontali saranno sempre interattive e intervallate da simulate e role plyinig in modo da garantire l’effettivo apprendimento durante il corso.

I partecipanti sono invitati a proporre casi concreti, quelli pervenuti almeno 2 settimane prima dell’inizio del corso saranno trattati in aula.

Partecipanti minimo 5 massimo 10.